WiMusic: Beta Release

Nonostante lo scarso tempo a disposizione, il caldo, le ferie e qualsiasi altra scusa venga in mente, io (Gioele Luchetti) e il mio collega(Andrea Seraghitihttp://senzafilo.blogspot.it/) abbiamo lavorato nuovamente al discorso WiMusic, ovvero allo streaming di brani mp3 (o più in generale di fonti audio) verso dispositivi hardware NestAudio (ma presto anche verso altri dispositivi più generali come iPhone/iPad/Android tramite lo sviluppo di un progetto software apposito).

Dal punto di vista hardware tramite NestAudio sono stati migliorati alcuni aspetti di qualità dell’audio e di robustezza ma soprattutto i dispositivi sono finalmente in vendita presso lo store ufficiale di OpenPicus. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link http://store.openpicus.com/openpicus/prodotti.aspx?cat=18.

Grandi novità invece sul fronte dell’applicazione per Android: sebbene pronta ormai da diversi mesi, lo scarso tempo a disposizione ci ha costretto a far slittare la pubblicazione su Google Play della nuova versione. Sapevamo che la precedente interfaccia grafica lasciava un pò a desiderare in quanto ad usabilità e senso artistico, per questo poche settimane fa abbiamo deciso di impegnarci a correggere alcune imperfezioni della nuova versione e ora potrete scaricarla in tutto il suo splendore direttamente dal Google Play: ogni feedback funzionale o artistico è ben accetto sperando che i problemi siano ridotti all’osso (considerata la svolta sostanziale rispetto alla versione precedente).

Rinnovato anche il sito web ufficiale wimusic.eu, che ora comprende 4 sezioni: una introduttiva, una presto online che comprenderà dei tutorial per sviluppatori e non, una relativa ai video disponibili sul web relativi a questo progetto ed infine la sezione che consente di dotarsi di tutto l’occorrente per testare la bontà del lavoro svolto.

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WiMusic: Alpha Release

Per continuare sul filone iniziato da AutHome mesi fa (vedi l’articolo qui), io (Gioele Luchetti) e il mio amico/collega (Andrea Seraghiti) nel tempo libero abbiamo portato avanti il discorso dello streaming audio, così da poter affiancare al discorso del controllo intelligente della casa un primo prodotto completo e vendibile.

Il progetto si chiama WiMusic (su www.wimusic.eu, il website ufficiale presto inseriremo maggiori dettagli) e sebbene ancora sia in versione Alpha, abbiamo reso disponibile per il download un’app per Android che permette di effettuare lo streaming di file mp3 dal proprio dispositivo ai dispositivi NestAudio (anch’essi da noi sviluppati).

Un dispositivo NestAudio è una scheda elettronica che permette di ricevere in streaming mp3 sia da interfaccia Ethernet che da interfaccia Wireless 802.11 e consente di essere trovata automaticamente nella propria rete. Ovviamente i dispositivi NestAudio sono perfettamente integrati nel progetto AutHome e sono gestibili anche da applicazione per PC che stiamo sviluppando secondariamente.

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AutHome.it: Alpha Release

Dopo il successo al LinuxDay, il 22 ottobre 2011 ad Urbino, io Gioele Luchetti ed il mio collega Andrea Seraghiti abbiamo deciso di continuare lo sviluppo del progetto AutHome.

AutHome è un framework per il controllo della casa e della fruizione di contenuti multimediali al suo interno.

Maggiori informazioni saranno presto disponibili sul sito web ufficiale: www.authome.it.
Ci tengo a precisare che il progetto si trova ancora in versione Alpha, non è rappresentativo dunque di un prodotto completo ma solo delle potenzialità del sistema che abbiamo sviluppato.


Nel frattempo potreste essere interessati a guardare il video riassuntivo della versione Alpha

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[How-To] Nascondere Soft Buttons sui tablet Archos

Per esperienze lavorative mi sono ritrovato a dover sviluppare applicazioni Android che girino su dei tablet Archos. Uno dei problemi che probabilmente molti di voi avranno incontrato in questi dispositivi riguarda la presenza dei pulsanti software alla destra dello schermo.

Questo è un comportamento tutto sommato sensato dato che la loro presenza è indispensabile per la maggior parte delle applicazioni, ma crea dei problemi nell’eventualità di voler collegare il dispositivo ad uno schermo esterno tramite presa HDMI per mostrare applicazioni fullscreen: in questo caso infatti, i pulsanti vengono disegnati sulla TV, andando a peggiorare la resa visiva delle nostre applicazioni che presumibilmente vorrebbero mostrare sullo schermo dei filmati o delle librerie multimediali.

Ebbene, sui dispositivi Archos è possibile nascondere i pulsanti software aggiungendo questo permesso nel Manifest:

<uses-permission android:name="archos.permission.FULLSCREEN.FULL" />

A questo punto sarà sufficiente richiedere ad Android che l’applicazione giri in modalità Fullscreen, aggiungendo il seguente codice nell’onCreate dell’Activity:

requestWindowFeature(Window.FEATURE_NO_TITLE);

getWindow().setFlags(WindowManager.LayoutParams.FLAG_FULLSCREEN,
WindowManager.LayoutParams.FLAG_FULLSCREEN);

Ecco fatto: ora la nostra applicazione avrà a disposizione l’intero schermo e i pulsanti software saranno nascosti.

Attenzione:  i pulsanti software ora non saranno presenti fino al termine dell’Activity, quindi è bene implementare dei meccanismi alternativi per dare la possibilità all’utente di chiudere la vostra applicazione.

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Neutral Network

    “Propongo un esercizio mentale. Immaginate il presidente di un’importante autostrada mentre rilascia un’intervista a un giornale. Immaginatelo con volto corrucciato perché sta dicendo che molte aziende fanno importanti profitti grazie alle sue autostrade. Come, per esempio, la nota azienda del lusso Hermoogles, che invia le sue pregiate borsette in tutto il mondo con una flotta di camioncini dedicati. O la Visoliber, la potente società di pubblicità che ogni giorno spedisce miliardi di messaggi in tutto il mondo grazie a legioni di pony express.

    Eppure, dice il presidente, dei profitti di Hermoogles e Visoliber le autostrade non vedono un euro. Le autostrade ricevono in pagamento solo i “meri pedaggi” pagati dai mezzi di tali aziende, anche se investono somme molto importanti in manutenzioni e ampliamenti, a chiaro vantaggio anche di Hermoogles e Visoliber. Le autostrade, inoltre, stanno facendo grandi sforzi per sviluppare le Next Generation Highways (Ngh, nel gergo tecnico delle autostrade). Di questi grandi investimenti le aziende “parassite” profittano senza contribuire. Anzi: affollando e congestionando le corsie. È ora di cambiare, esclama il presidente. È ora che le autostrade salgano nella «catena del valore».”

    Questo estratto dell’intervento di Juan Carlos De Martin ne “Il Sole 24 Ore” (http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-03-17/pedaggi-uguali-tutti-064612_PRN.shtml) credo esemplifichi al meglio la situazione paradossale che stiamo vivendo in questi anni.

    Passando dalla fantasia al mondo reale, Franco Bernabè (Amministratore Delegato di Telecom Italia) esprime così il suo disappunto: “La sostenibilità della Internet del futuro non dovrà, né potrà, naturalmente, essere garantita attraverso un aumento dei prezzi al dettaglio – anche se una loro rimodulazione in funzione della qualità richiesta avrebbe effetti positivi sul welfare complessivo – ma attraverso meccanismi che aumentino la contribuzione degli over the top“.

    Tornando alla dichiarazione di Juan Carlos De Martin, si nota come il problema non riguardi solo i competitor presenti, bensì vada visto soprattutto in ottica futura: “Non riguarda solo le Hermoogles e le Visoliber del presente. Le aziende con tasche profonde hanno risorse economiche e organizzative per arrivare ad accordi con tutte le principali autostrade del mondo. Il pericolo è per l’innovazione. La piccola startup Vuittahoo! (nome ipotetico), potenziale futuro competitor di Hermoogles, oggi deve solo pensare ad avere un prodotto o servizio competitivo. Un domani, per evitare che i propri camioncini arrivino sistematicamente dopo quelli di Hermoogles, dovrà mettere in conto una laboriosa e costosa serie di negoziati con tutte le autostrade del mondo. Una formidabile barriera all’ingresso, con effetti molto gravi”.

    Dove sta la verità? Beh, credo che come nella maggior dei casi, la verità stia nel mezzo. È senza ombra di dubbio vero che i costi di sviluppo e gestione delle infrastrutture crescano in maniera elevata rispetto ai potenziali ricavi delle Telco: ma queste ultime si sono mai domandate quante persone effettivamente continuerebbero a pagare un canone per un piano dati flat, nell’eventualità in cui scompaiano per loro i “vantaggi” (relativamente a ciascun individuo) derivanti dai vari over the top, quali Google, YouTube, Facebook e compagnia bella?

    D’altra parte lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione di un paese è un nodo cruciale per la sopravvivenza nel nuovo millennio: non si dovrebbe rimanere esclusi dal mondo informatizzato solo per qualche capriccio di un operatore di telecomunicazioni o per gli scarsi guadagni che ne potrebbe conseguire. Ma nemmeno si dovrebbe costringere un’azienda privata a fare il bene della comunità, quando questo significhi per lei essere anti-economica. E se le infrastrutture di una paese fossero pubbliche e finanziate dallo stato, con i vari operatori che andrebbero a pagargli il diritto di usufruirne? Questo punto spaventa un pò, specie in Italia, dove i lavori pubblici chissà come mai finiscono sempre (o meglio, non finiscono mai) nella peggiore delle ipotesi.

    Personalmente credo che in un mondo ideale, l’ultima delle ipotesi paventata sia la migliore e l’unica perseguibile, ma sono bene quanto questo mondo non sia affatto ideale: dunque, facendo i conti con la realtà  credo che purtroppo gli over the top verranno costretti a rendersi partecipi agli investimenti in infrastrutture, con tutti gli svantaggi per l’innovazione e la trasparenza che abbiamo discusso e l’unico vantaggio di essere maggior economico per l’utenza solo nel breve periodo.

     

    Segnalo, per concludere, come il 10 e 11 giugno 2011 si tenga in Urbino l’annuale convegno NeutralAccess (http://blog.neutralaccess.net/), inerente tutti i temi esposti in questa breve disquisizione e molto altro ancora, per approfondire la propria conoscenza a riguardo e ricavare un’opinione personale che sia razionale e non dettata dall’ignoranza e dalla miscredenza.

     

    Enjoy The Future

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    Un nuovo inizio

      Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando è stato aperto gioproject.it.

      All’inizio era tutto statico, tutto centralizzato, contavo nell’apporto degli amici per ciò che riguardava i contenuti. Il tempo mi ha poi smentito.

      Ero passato dunque ad un sito completamente dinamico, scritto per esercizio e per allenamento interamente da me, nel classico PHP-MySQL (a proposito, ho sempre voluto puntualizzare che la pronuncia corretta sia “Mai es qu el” e non come spesso capita di sentire “Si qu el”; SEQUEL è il primo DB ideato da IBM e non va confuso quindi con MySQL). L’intento era avere una sezione basata su degli approfondimenti di programmazione ed una rivolta ai lavori svolti: poi però il tempo come sappiamo è tiranno, dunque tutto è finito a tarallucci e vino, con un solo tutorial riguardante la programmazione SDL in C++ (devo ammettere che quel tutorial scritto di getto, soprattutto ad un’età in cui ancora avevo le idee poco chiare in mente,  ha riscosso un discreto successo, ritrovandomi visite da un paio di forum in cui si consigliava la lettura del mio tutorial: una grande soddisfazione per l’epoca).

      E ora siamo di nuovo qua: abbandonata l’idea di pubblicare in questa sede i lavori svolti (motivo per cui ho aperto un’attività e cominciato ad imbastire il nuovo sito) dedicherò questo spazio a quelle idee strane, molto curiose e spesso altrettanto inutili.  Non necessariamente saranno inerenti l’informatica, ma con molta probabilità rimarranno confinate nel settore scienza&tecnologia.

      Voglio infine ringraziare tu che leggi, motivo che qualcosa ha stuzzicato la tua fantasia (o più probabilmente perché il Page Rank di Google ha sbagliato qualcosa  :P) e ti senti interessato a questi post che verranno pubblicati (spero) di volta in volta.

      Enjoy the future

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